"La si sente subito, la puzza di certe giornate di merda..."
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25 Settembre 2008

Seleçao HT - Ugandesi Volanti = 15 - 2

Ugandesi Volanti

Giuseppe Bonsignore: inizia al primo minuto a mettere in mostra la sua dote migliore, lo stop sbagliato, e la ripropone coscienziosamente per tutta la partita. Detta spesso il passaggio ma non va mai nella stessa direzione del pallone e di rado riesce a liberarsi in dribbling e andare al tiro. Si dimostra però un difensore arcigno e capace di fulminee ripartenze, puntualmente concluse con un controllo sbagliato e la palla in fallo laterale. Christian Vieri de noartri, voto 5 di incoraggiamento
Alberto Cassani: il centravanti-boa degli Ugandesi finisce la benzina al secondo tocco di palla, ma l'ossigeno al cervello è cosa talmente rara che si incaponisce in dribbling per tutta la partita. E quando fortunosamente gli riesce, se ne stupisce talmente da fermarsi e regalar palla agli avversari. Nella seconda parte di gara si mette a tirare in porta da ogni posizione, sperando di colpire San Pietro che gli fa le boccacce seduto sopra la traversa. Il fatto che i due gol ugandesi siano venuti dopo che lui è stato arretrato in difesa non ha bisogno di commenti. "El Bati" Larrivey, voto 2
Renato Fornaroli: torna portiere titolare per una sera ma è costretto dagli eventi a operare da libero gran parte della gara. Gioca in maniera ordinata, proiettandosi in avanti solo in occasione di calci piazzati e contropiedi ragionati. Quando però si rende conto che c'è ormai poco da difendere e il rovescio assume toni tragicomici nonostante la sua difesa, chiede di potersi spostare all'attacco e trova persino il gol. Scambiare palla con i compagni non sembra essere una freccia al suo arco, ma non è detto sia colpa sua. José Luis Chilavert, voto 7
Ferrucco Gattuso: si scalmana sulla fascia sinistra per tutti e 60 i minuti di gioco ma combina poco o niente. Adotta lo stile di gioco del Serginho dei bei tempi - calcia il pallone in avanti e poi gli corre dietro - ma le gambe sono corte e non ci arriva quasi mai. Quando si muove senza palla in posizione d'attacco non riesce mai a smarcarsi né indovinare la traiettoria del passaggio a lui diretto. Svirgola tiri da ogni posizione, ma il top della sua serata è un clamoroso liscio a mezzo metro dalla porta vuota. Florin Raducioiu, voto 5.5
Giuseppe Lamanna: arriva al campo ciondolando e con gli occhi cerchiati di nero, appena apre bocca tutti si scostano per non respirarne l'alito alcolico e negli spogliatoi mette in mostra una panza che neanche Bombolo. Non stupisce che dopo neanche mezz'ora di gioco chieda il cambio e si autoesili in porta. Tra i pali si dimostra comunque sicuro e decisivo, perché come raccoglie la palla in fondo al sacco lui, non la raccoglie nessuno. Al penultimo minuto di gioco parte palla al piede a testa bassa, gli avversari si aprono come il Mar Rosso dinnanzi a Mosè e il Nostro può segnare comodamente il primo gol della sua carriera. Stanley Menzo, voto 6 di stima

Seleçao HT

FaBReLLa: la cosa più distante da un giocatore di calcio vista oggi tra le fila della Seleçao, in realtà fa il suo senza infamia e senza lode ma a fine partita si rifiuta di fare l'antidoping per ragioni poco chiare. Utilissimo in fase di impostazione di gioco quando c'era da triangolare per saltare il pressing avversario, non ne ha presa una quando c'era da correre. Si è messo a dieta subito dopo la partita e ha promesso al mister di iniziare ad allenarsi. Avvistato in serata fuori dall'Hollywood a cercare di farsi aprire. Adriano 2006, voto 6
Kosimo83: anonimo per buona parte della gara - e non si capisce se sia colpa sua o dei compagni che non gli passano mai il pallone né tantomeno lo chiamano per nome - dimostra in più di un momento di non essere inferiore all'avversario diretto. E' uno di quei giocatori che non ti accorgi neanche che sono in campo fino a quando non segnano di suola dando così la vittoria alla loro squadra. Stefano Eranio, voto 6
Pela8:
si presenta al campo dicendo "sto ancora ridendo per una barzelletta sentita al raduno", ma quando gli si chiede di ripeterla risponde "eh, non me la ricordo". Sul campo si dimostra un veneziano di prima categoria, facendo sempre almeno due dribbling prima di passare il pallone e non preoccupandosi neanche di imparare i nomi dei compagni di squadra. Si sente talmente superiore agli altri che per lavarsi i capelli va in bagno invece che sotto la doccia. Buon per lui che il CIO ha accettato le Cheetah che indossano lui e Pistorius, ma gli Ugandesi hanno promesso un ricorso al TAR del Lazio. Freddie Adu, voto 7+
-Sonny-: svaria in ogni angolo di campo e si propone in ogni azione, cercando il dialogo con i compagni fino a quando capisce che non parlano la stessa lingua. Si ricicla allora come uomo-gol e colpisce ogni palo della porta ugandese almeno tre volte, in un paio di occasioni anche di rimbalzo. Alla fine porta a casa un discreto score personale, ma se gli ospiti sono riusciti a rimanere in partita fino al decimo minuto abbondante la colpa è sua. Egidio Calloni, voto 7
Spartanna: l'uomo d'ordine della Seleçao va avanti un'ora a fare sempre la stessa finta, ma è bravo a farla sempre quando il neurone nel cervello degli avversari è distratto. Tutte le azioni più importanti partono dai suoi piedi e con lui a comandare la difesa il portiere non ha mai nulla da temere. Si sposta sul campo con la dovuta calma, ma a fine partita dimostra di avere ancora fiato quando si propone in uno scatto bruciante per andare a ripararsi dalla pioggia. Beppe Baresi, voto 8.5